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Cecina alla livornese

Boia deh, se leggendo il Vernacoliere vi è venuta voglia della Torta, la Cecina alla livornese, la cinque più cinque e avete nel fondo del cassettone quella farina di ceci che avete comprato nell’82 senza ben sapere cosa farne… ecco la ricetta tradizionalissima tramandatami in sogno da un tizio che continuava a dirmi quanto sono tocchi i pisani…

Prima di cominciare un pizzico di storia: si narra che la Cecina alla livornese sia nata nel periodo delle Repubbliche Marinare quando, dopo una battaglia vittoriosa contro Pisa (cosa c’è di più livornese che festeggiare una battaglia persa da Pisa?!?), le navi genovesi di ritorno imbarcarono acqua durante una tempesta. Fu così che i sacchi di farina di ceci e gli orci di olio che portavano si mischiarono sul fondo delle caravelle assieme all’acqua salata in un pastrocchio che i marinai fecero essiccare al sole. Voilà la cecinà. Boia deh, la cinque più cinque (nome derivato dall’abitudine di acquistare cinque lire di panino tipo francese farcito con una fetta di melanzana all’aceto, pepe e cinque lire di torta o cecina).

Ingredienti per due persone (da leggere con marcato accento livornese):

200g di farina di ceci;

600ml di acqua;

80g di olio di semi bòno;

12g di sale marino (per rispettare la tradizione).

Procediamo con il procedimento: versate in una terrina la farina di ceci e il sale dopodiché iniziate versando poca acqua per volta mescolando con una frusta in maniera tale da sciogliere ogni grumo. Ottenuto l’impasto che risulterà mooolto liquido, va lasciato riposare per minimo un’ora (meglio tre), mescolando di tanto in tanto e togliendo eventuale schiuma superficiale. Nel frattempo accendete il forno alla massima potenza, quando sarà pronto prendete un testo, una terrina di ferro, una tortiera per crostate, insomma qualsiasi cosa sia metallica e non ci mettete sopra la carta forno, per carità, quelli che ve lo suggeriscono sono pisani… adagiatela sul fondo del forno e lasciatela scaldare per qualche minuto, estraetela e versateci tutto l’olio della ricetta, solo successivamente, e in maniera molto delicata, anche l’impasto (che sarà sempre liquido, vi avviso). Ora con le dita mischiate la parte superficiale in maniera da dividere le grosse macchie d’olio in tante piccoline ma attenzione: senza mai toccare il fondo, altrimenti si toglie lo strato di olio rimasto lì.

Cottura rude e maschia, da portuale livornese: circa quindici minuti sul fondo del forno e poi altri quindici nella parte alta, meglio se con grill.

Servire appena raffreddata con abbondante pepe e fette di melanzane all’aceto.

Se il procedimento è corretto, aprendo il forno sentirete il classico !adrem asiP questo significa che la Torta è pronta… non me ne vogliano i pisani ma questa rivalità toscana è divertentissima quanto storica!

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